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Questo articolo è comparso in origine su VICE US. Lo riproponiamo tradotto in italiano, perché discriminazioni e razzismo non sono esclusiva della società USA, ma esistono e sono ben radicati nella storia italiana, e complicano quotidianamente la vita delle persone nere. Per una voce italiana sul tema, leggi anche: Un messaggio da una ragazza nera italiana a chi si indigna per gli USA ma ignora le discriminazioni in Italia. Detto ciò, il post è rivolto alle persone nere che si sentono sopraffatte dalle notizie di questi giorni.

Non c’è bisogno di specificare che l’ultima settimana è stata particolarmente ardua per le persone nere, soprattutto negli Stati Uniti. Breonna Taylor. Ahmaud Arbery. Chris Cooper. George Floyd. La repressione violenta delle proteste contro l’ennesimo assassinio razzista. E tutto questo capita in un momento e in un paese in cui le persone nere muoiono di COVID-19 più di qualunque altra categoria. È estenuante.

In mezzo a tutto questo dolore, può sembrare difficile fare proprie le parole di Audre Lorde: “Prendermi cura di me stessa non è autoindulgenza, è autoconservazione, e l’autoconservazione è un atto di lotta politica.” Ma è la verità ed è importante ricordarselo. Se in questo momento ti senti triste, sopraffatto/a e incazzato/a, ecco alcuni consigli per trovare un po’ di sollievo.

Non trascurare i tuoi bisogni primari

Con tutto quello che sta succedendo, è molto facile alternare tra Twitter, Facebook, Instagram e Whatsapp per ore e dimenticarsi di bere acqua, fare pipì, mangiare o andare a letto a un orario normale. Ma in queste situazioni, ignorare la basilare cura di sé è un modo certo per stare ancora peggio. Imposta delle sveglie nel corso della giornata che ti ricordino di farti un tè, sgranchirti, preparare il pranzo, andare a dormire—e qualunque altra cosa ti serva per stare bene.

Non ignorare i tuoi sentimenti

Due analisti che ho recentemente intervistato per un articolo sulla rabbia mi hanno detto che sopprimere i sentimenti negativi impedisce di processarli. Quindi se provi rabbiaun’emozione che di solito deriva da tristezza o da paura—sappi che è normale. Se hai un monte ore o un lavoro abbastanza flessibile, potresti anche pensare di prenderti un giorno o due di pausa per ricaricarti o per immergerti nella tua sofferenza e capirla meglio, senza preoccuparti della produttività. Se non puoi farlo, ritagliati una finestra nel tuo tempo libero per prenderti intenzionalmente cura di te—per un weekend, una sera, o anche soltanto un’ora.

Secondo il terapeuta Ryan Howes, fare movimento tende ad aiutare lo smaltimento della rabbia—che si tratti di fare esercizio, muoversi per la casa mentre si ascolta musica ad alto volume, o ballare, dipingere furiosamente, fare le pulizie o fare una torta. Howes consiglia di pensare al motivo della tua rabbia, mentre svolgi queste attività: “Sfoga la tua frustrazione facendo attività fisica. Questo aiuterà il tuo cervello a ritrovare un certo equilibrio e a pensare ok, che cosa ho intenzione di fare per risolvere questa situazione?

Entra in contatto con altre persone nere

In tempi come questo, potresti non avere molta voglia di interagire con chi non ti capisce—intendo che non ti capisce davvero, profondamente. Se nella vita interagisci più che altro con persone bianche, impegnati per entrare in contatto con persone nere di cui ti fidi e con cui ti senti libero di essere pienamente te stesso/a. Se la maggior parte dei tuoi amici sono bianchi, cerca gruppi sui social in cui poter condividere con altri il tuo lutto. In alternativa, può bastare anche soltanto ascoltare un podcast condotto da una persona nera.

Non sentirti obbligato/a a seguire tutte le notizie

Molti sentono il bisogno di essere testimoni di quello che sta succedendo in modo costante: leggere ogni articolo, guardare le foto e i video delle proteste, seguire ogni thread su Twitter.

E io stessa penso che sia importante non voltarsi dall’altra parte. Ma c’è un limite oltre il quale un tale carico di stress può farci davvero male. E vale la pena ricordare che una grossa parte di ciò che viene condiviso sui media in questo momento è concepito per spiegare la situazione alla popolazione bianca.

Se possibile, datti il permesso di leggere le notizie solo due volte al giorno e per 30 minuti alla volta. Disattiva l’autoplay dei video sui social e considera di eliminare la app dal cellulare se pensi di aprirla troppo spesso. Ricordati che puoi informarti anche senza stare attaccato allo schermo per tutto il giorno.

Metti un limite ai confronti che puoi avere sull’argomento

Dover tenere conto dei sentimenti e delle opinioni degli altri in questo momento—che si tratti di amici, alleati o critici in malafede—è chiedere troppo, e non spetta a te anche se sei nero/a. Non potrai sempre evitarlo, naturalmente, ma datti il permesso di rifiutarti di discutere con le persone ogni volta che puoi o vuoi.

Magari puoi iniziare smettendo di farti trascinare in discussioni con gente chiaramente in malafede, male informata, che cerca di farti perdere le staffe con classiche frasi tipo: “Mi sembra che in questo momento l’intollerante sia tu.

Nei casi in cui invece vuoi partecipare alla discussione, tieniti pronti un po’ di link da mandare a chi ti fa domande davvero interessate—in questo modo farai capire che ti fa piacere che stiano cercando di capirci di più, ma che non si devono aspettare una lezione di tre ore da parte tua quando le informazioni sono già tutte disponibili.

Oppure è il momento di darti il permesso di rispondere “per me non è il momento giusto per questi discorsi” quando qualcuno cerca di parlare di razzismo con te. Cerca di proteggere il tuo tempo e conservare le tue energie, traccia una linea e falla rispettare.

Ricorda i lati più gioiosi, creativi e unici dell’essere neri

Vedere foto di persone nere morte (e di persone bianche infuriate e minacciose) è traumatico. Quando faccio fatica a concentrarmi in momenti come questo, uso immagini positive, gioiose, allegre e assorbo dell’arte che mi ispiri, mi commuova o semplicemente mi piaccia—e questo mi aiuta a sentirmi connessa con qualcosa di più grande.

Metti su Moses Sumney, Megan Thee Stallion, Thundercat, Whitney Houston o Tracy Chapman (o questa playlist); guardati vecchie foto di Afropunk; guarda un vecchio film di Spike Lee o Atlanta o i tuoi video preferiti di Vine o questo incredibile playback di Tandi Iman Dupree.

Come ha scritto Hannah Giorgis durante una settimana particolarmente dura nell’estate del 2016: “Da ogni angolo del continente e del mondo, ci sono persone nere che mi stringono in un abbraccio. Ci teniamo strette a vicenda. Portiamo avanti la comunità con amore, con l’impegno di ignorare ogni messaggio che ci consideri non degne.” Questo tipo di mutuo supporto è possibile solo se facciamo del nostro meglio, in una situazione terribile, per prenderci cura di noi stessi in ogni modo possibile. Proteggere le persone nere significa proteggere anche te stesso/a.




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