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Scena hip hop campana

TUTTE LE FOTO PER GENTILE CONCESSIONE DI GAETANO MASSA

Mentre giornalmente stiamo dietro ai soliti artisti, le solite uscite attese e spesso stereotipate, da che mondo è mondo nell’underground si agitano i semi più fertili della cultura, quelli che cercano di raggiungere la luce del sole nell’attesa della giusta occasione per germinare i propri fiori.

Si tratta della storia più vecchia del mondo, certo, eppure continua a muoversi nell’ombra da cui trova sostentamento e dalla quale cerca di scappare verso le luci della ribalta. Che si tratti della spasmodica ricerca del successo, o piuttosto del semplice bisogno di campare grazie alle proprie passioni, il risultato è lo stesso.

E parte di questo risultato sta anche nel fatto che le scene sotterranee sono conosciute, frequentate e apprezzate solo da una manica di fedelissimi, quasi adepti di un culto: quello della musica che basta a se stessa. Per fortuna, queste correnti che scorrono sotto la pelle del mainstream hanno i loro testimoni e i loro cantori delle origini, che sono lì per amore e poco di più.

Gaetano Massa è proprio una di queste figure: “Sono un fotografo e videomaker freelance. Da anni documento la cultura hip hop attraverso reportages, videoclips e ritratti, ma prima di avvicinarmi alla fotografia ho fatto il dj hip hop, verso la fine degli anni 90. Dopo la laurea a Bologna ho scelto di tornare alla mia città, Napoli, per raccontare storie dell’hinterland napoletano. Mi affascinavano gli scatti dei fotografi americani Danny Hastings, Marha Cooper, Jamel Shabazz etc, e poi nel corso degli anni ho ritratto parecchi rappers.”

Degli anni Novanta, “mi ricordo benissimo la jam organizzata da Polo ad Agnano in cui furono invitati anche gli Invisible Skratch Piklz, un’atmosfera incredibile. Mi sono dedicato in quel periodo al turnablism ed avevamo fondato un gruppo dal nome Estri Violenti. Incidevamo i nostri pezzi su cassette con registrazioni dal vivo su beats di vinili americani.” Mentre la scena campana si caratterizza per altro: “Un elemento è di sicuro l’arma del dialetto nei testi che fa accostare i brani a sonorità americane. Altro elemento caratterizzante della scena hip hop campana sono le numerose jam che vengono organizzate nel corso dell’anno in varie zone di periferia della città.”

Da queste parti, non a caso, le radici sono forti, solide e hanno dato vita a nomi fondamentali della scena nazionale, però c’è anche altro, e cioè il bisogno di un investimento maggiore in questo “substrato meno conosciuto”, perché “non esiste solo una scena mainstream” e “le etichette dovrebbero investire maggiormente specie al Sud”. Ad ogni modo, Gaetano ha avuto modo di scoprire e investigare aspetti molto interessanti di questo mondo.

“A Napoli sta venendo fuori una bella scena composta da immigrati. Il locale di riferimento resta il Teranga, dove si alternano vari dj’s durante le serate, tra cui Sass che ho fotografato assieme al rapper senegalese Thieuf. Lo scorso ottobre abbiamo girato un videoclip con lui, assieme al collega Danilo Marraffino, che sta girando per vari festival, tra cui l’Hip Hop Film Festival di New York,” ci racconta Gaetano. “Questi ragazzi hanno fondato un’etichetta ed un collettivo, Carbone 14 Music, attraverso la quale cercano di dar voce a parecchi loro connazionali residenti al Sud. Attualmente stiamo lavorando ad un video con una crew della nuova scuola, la Dozer Gang, che fa musica afrotrap più da club.”

Non solo, c’è anche un’importante questione che riguarda i rifugiati e i progetti di laboratori hip hop nei centri migranti, fotografati da Gaetano e rispetto ai quali “l’associazione YouThink ha realizzato un cd con tutte le canzoni realizzate dai ragazzi nel corso dei workshop, condotti dai rapper Marsu e Oyoshe. Si è trattato davvero di una bella esperienza.” In ultimo, un recente lavoro di Massa ha riguardato la controparte femminile di questa scena e ha dato vita a una serie di ritratti notevoli e tutt’altro che scontati.

Tra le molte, “Una storia interessante è sicuramente quella di Pasqualina de Simone, in arte Lina Simons. Una trapper della “nuova scuola”, afroitaliana proveniente dal Sannio. Attualmente vive a Londra ma vanta già un paio di singoli di buon livello.” E allora ascoltateli e rimirate gli scatti di Gaetano Massa.

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