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Litio prevenzione suicidio

Litio in capsule usato per la terapia del disturbo bipolare. Foto: Norma Jean Gargasz / Alamy Stock Photo.

Forse mettere il litio nella 7 Up come da ricetta originale del 1929 non era un’idea così cattiva.

Infatti, in un momento in cui i suicidi sono in aumento specialmente tra i giovani, uno studio della Brighton and Sussex Medical School (BSMS) pubblicato sul British Journal of Psychiatry ha scoperto che nelle aree geografiche in cui l’acqua contiene alti livelli di litio il tasso di suicidi è più basso.

In un comunicato stampa del BSMS, l’autore principale dello studio, il professor Anjum Memon, ha dichiarato: “È possibile che un maggiore livello di tracce di litio nell’acqua abbia un effetto anti-suicidio e il potenziale per migliorare la salute mentale di un’intera comunità.”

Lo studio, parzialmente finanziato dal King’s College di Londra, è una meta-analisi condotta a partire da trent’anni di ricerche in Austria, Grecia, Italia, Lituania, Regno Unito, Giappone e Stati Uniti.

Conclude che le capacità “protettive” del litio potrebbero essere ulteriormente testate “inserendo di litio nelle riserve d’acqua potabile” in alcune comunità ad alto tasso di problemi di salute mentale e rischio di suicidi.

Aggiungere deliberatamente una sostanza chimica in grado di alterare la mente all’acqua potabile di certe zone potrebbe sembrare un’idea da romanzo di fantascienza, ma gli autori dello studio—come hanno sostenuto altri scienziati prima di loro—pensano che valga la pena provare.

Il rapporto prosegue: “Queste scoperte, che sono coerenti con ciò che è emerso dai test clinici, e cioè che il litio riduce i casi di suicidio e comportamenti analoghi in persone con disturbi dell’umore, suggerisce che l’elemento che si trova naturalmente nell’acqua potrebbe potenzialmente ridurre il rischio di suicidio e forse anche aiutare nella stabilizzazione dell’umore, in particolare in popolazioni con tassi di suicidio relativamente alti e aree geografiche che presentano già un’alta concentrazione di litio nell’acqua.”

Non ce la si può prendere con gli scienziati se cercano strade alternative per la prevenzione dei suicidi. La salute mentale di tutti ha risentito del lockdown. Le statistiche parlano di circa 800 mila suicidi all’anno. È la seconda causa di morte a livello mondiale per i giovani tra i 15 e i 29 anni. Sfortunatamente, i dati dimostrano che l’isolamento e lo stress economico provocati dalla pandemia di COVID-19 potrebbero influire negativamente su questa tendenza.

“In queste circostanze senza precedenti, trovare nuovi modi per migliorare la salute mentale comunitaria e ridurre l’incidenza di ansia, depressione e suicidio è ancora più importante,” ha detto il prof. Memon.

Gli scienziati non sanno esattamente perché questo elemento metallico bianco-argentato, che si rinviene naturalmente nel terreno, nell’acqua di mare e nella roccia e quindi anche negli ortaggi, nei cereali e nell’acqua che beviamo, alteri l’umore degli esseri umani. Il sospetto è che stimoli la crescita dei neuroni.

Ma da quando lo psichiatra australiano John Cade ha scoperto, nel 1949, che è efficace nel trattamento della mania, è diventato un medicinale riconosciuto per il trattamento e la prevenzione del disturbo bipolare, come stabilizzante e per ridurre il rischio di suicidio in persone con disturbi dell’umore. In alcuni studi è stato dimostrato che contribuirebbe anche a ridurre l’aggressività e i sintomi della demenza.

Prima che l’elemento diventasse un vero farmaco, all’inizio del Ventesimo Secolo, le bevande al litio, compresa la 7 Up (che ha rimosso il litio dalla ricetta nel 1949), la birra al litio, l’acqua Lithia—proveniente da un’antica fonte medicinale dei Nativi Americani in Georgia—erano promosse come calmanti. Grazie alle sue proprietà di conduzione dell’elettricità, il litio è usato anche come componente di batterie e cellulari. Ora è disponibile in forma di integratore per riequilibrare l’umore in vari negozi online sotto form di litio orotato, anche se la sua efficacia non è dimostrata.

E il dosaggio? Buttare giù litri di acqua al litio non rischia di trasformarti in uno zombie?

Lo studio ha sottolineato che le persone ricevono già un apporto basso ma costante di litio con l’acqua che bevono, potenzialmente fin dalla nascita. Ma il livello ottimale di litio nel sangue affinché abbia un influsso benefico non è ancora stato stabilito con certezza, né sono stati stabiliti gli effetti che potrebbe avere sul corpo umano.

Durante un piccolo test random, micro-dosi di litio (400 microgrammi al giorno) assunte da ex-utilizzatori di droghe hanno portato a un miglioramento rilevabile dell’umore in confronto a un placebo, suggerendo che dosi di litio molto inferiori a quelle usate in psichiatria possono potenzialmente ridurre il rischio di suicidio.

Tuttavia, l’acqua è solo uno dei tanti modi in cui consumiamo litio. Anche in aree in cui la concentrazione di litio è alta, come in alcune aree del Texas (340 microgrammi al giorno)—dove le ricerche hanno rilevato meno arresti legati a cocaina ed eroina e comportamenti autodistruttivi, violenti e criminali—la quantità di litio ingerita con l’acqua del rubinetto è molto inferiore a quella che assumiamo con il cibo e l’acqua minerale.

Lo studio ha stimato che il consumo medio giornaliero di litio tramite il cibo da parte di un adulto negli Stati Uniti si assesti tra i 650 e i 1.300 microgrammi. L’acqua in bottiglia, ha sottolineato lo studio, spesso ha un contenuto di litio molto più alto di quella del rubinetto. Va evidenziato che l’associazione tra l’esposizione al litio via acqua in bottiglia e il suicidio non è ancora stata studiata.

Come ha fatto notare lo storico dei farmaci e scrittore Mike Jay nella sua recensione di un libro sulla scoperta del litio, l’elemento che qualcuno chiama “lo ione magico” è stato studiato relativamente poco perché, essendo una sostanza presente in natura, è impossibile da brevettare.


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